La federazione Tunisina dei cineasti amatori (FTCA) ha organizzato il 70mo congresso internazionale del cinema non professionale a Hammamet. Jean Fasola (autore del testo) e Rolf Leuenberger (fotografie) del CiAC Luganohanno partecipato a questo rilevante evento internazionale che si è svolto dal 28 giugno al 5 luglio 2008.
Qui di seguito il riassunto quotidiano della manifestazione.
Venerdi 27 giugno 2008 Il giorno maggiormente atteso è finalmente giunto. Partenza alle ore 0700 per l’aeroporto di Milano Malpensa dove ci siamo imbarcati alle ore 1010 sul volo Air France a destinazione di Lyon (F). Presso l’aeroporto di Saint Exupery, dopo un’ora di attesa, partenza per Tunis con un volo della compagnia francese in provenienza da Parigi. Atterrati all’aeroporto di Cartagine e, dopo le consuete formalità d’immigrazione, ci siamo presentati al banco UNICA 08 ricevuti dai nostri simpatici amici tunisini del comitato di organizzazione. Raggruppati altri partecipanti al congresso arrivati con voli diversi, siamo stati trasferiti da Tunis a Hammamet (circa un’ora di viaggio) per raggiungere il nostro luogo di pernottamento presso l’albergo Bel Azur (un tre stelle) del gruppo Les Orangers. Accolti con un ottimo aperitivo a base di succo di frutta, l’organizzatore ci ha poi consegnato le rispettive stanze (tutte dotate di condizionatore, TV satellitare, balcone, vista sul mare o sulla piscina). Dopo esserci sistemati, un giro nel bellissimo parco del complesso alberghiero ci permette di apprezzare tutte le infrastrutture di svago contenute in questo imponente villaggio (piscine, bar, caffè, hammam ecc), ma in particolare il mare mediterraneo con i suoi stupendi colori blu e la sua lunga spiaggia quasi deserta. La serata si è trascorsa sul bordo della piscina, allietati di un'esibizione folcloristica araba locale, in compagnia di amici conosciuti nelle precedenti congressi dell’Unica.
Stage di formazione Unica 2008 per i giovani.
Per il 70mo congresso Unica, presso il centro culturale di Hammamet ,
si è tenuto degli atelier di formazione destinati ai membri della FTCA,
degli animatori dei centri giovanili che cooperano con la Federazione
tunisina e a due giovani cineasti amatori provenienti dalla Svizzera,
quali invitati stranieri. Sono due gli atelier di formazione proposti
per la realizzazione di un corto metraggio (scenari – drammaturgia –
produzione – montaggio), uno diretto da Filippo Lubiato e Claudia
Progin, il secondo diretto da Bilel Bali. Purtroppo i due atelier hanno
sofferto di un inizio piuttosto conflittuale fra il formatore svizzero
e gli studenti tunisini, non solo per un problema di comunicazione
dovuta a mentalità diverse ma anche per una disorganizzazione
logistica, oltre al disinteresse di taluni partecipanti che hanno
preferito il divertimento al posto della formazione.
Sabato 28 giugno 2008 Per allietare il nostro soggiorno, ritrovo alle 06:30 in spiaggia,
camminata e bagno in mare per iniziare questa nuova avventura. Dopo una
copiosa collazione all’aperto presso il ristorante del parco, sotto
l’ombra delle palme, ci siamo avviati alla scoperta dei luoghi della
manifestazione collocati presso l’albergo Sol Azur (un 4 stelle) Una
grande sala di conferenze della capienza di circa 500 persone
attrezzata di schermo, impianto fonico con rispettiva sala di regia e
cabine per le traduzioni, saranno le infrastrutture che accompagneranno
tutte le proiezioni ufficiali e le diverse attività collaterali
(dibattiti e congresso) nel corso di questa settimana. Ci siamo
presentati al banco degli organizzatori per ritirare il materiale
inerente al congresso. Con stupore abbiamo appreso che il
programma con gli orari delle proiezioni ed altre informazioni
riguardante i titoli dei filmati, il nome degli autori ed i paesi
partecipanti non era ancora stato stampato. Pertanto non ci è stato
possibile sapere chi presenta cosa e a quale orario. Pazienza, siamo in
Africa ed i tempi non sono di certo i nostri.
Nel pomeriggio ci rechiamo con una bella passeggiata di 45 minuti sino a Hammamet
per inserirci completamente nell’ambiente arabo che ci ospita.
L’odierno nome della città (Hammamet – plurale di hammam) ricorda i
bagni pubblici e privati che resero famoso l’antico centro termale.
Ricordiamoci che Hammamet divenne punto d’incontro di artisti e
dell’alta società negli anni trenta, per divenire poi, negli anni
sessanta, uno dei luoghi preferiti dal jet set. Questa città è stata
costruita all’estremità di una lingua di terra ed è circondata da mura
che formano una specie di parallelogrammo quasi regolare. Le mura sono
aperte da tre porte e costellate da torri che si fondono parzialmente
nello spessore dei bastioni. A nord e sud, oltre le mura, si estendono
vasti cimiteri islamici e cristiani ombreggiati qua e là da alberi di
carrube. Nella Medina (la città araba tradizionale), che fu
ricostruita, il tempo sembra essersi fermato; strade sinuose e
fiancheggiate da case bianche a calce, lasciano intravedere di tanto in
tanto dalle porte splenditi patii, dimore da sogno. Passeggiando a caso
nelle vie, i commercianti propongono lampadari antichi, gioielli e
pitture su vetro, abiti di alta sartoria e nel bazar della kasba
gioielli tradizionali in argento.
L’apertura ufficiale del congresso si svolge la sera, a partire dalle 2000. Dapprima il presidente del comitato d’organizzazione Ridha Ben Halima porge il benvenuto a tutti. Poi il Presidente dell’Unica, Max Hänsli
di Zurigo apre ufficialmente questa manifestazione. Momento di
importante rilevanza politica è stata l’allocuzione del ministro della
cultura e della preservazione del patrimonio culturale, S.E. Dr. Mohammed Aziz Ben Achour,
il quale ha sottolineato la nascita di numerosi eventi culturali
nazionali ed internazionali sul territorio tunisino quali la terza
edizione del Festival del Film Tunisino; la terza edizione degli
incontri internazionali dei film documentaristici; la seconda edizione
di film notturni a Nebeul; la quarta edizione del cinema di Hergla e la
seconda edizione dello stand Tunisino nel villaggio internazionale di
Cannes. Egli ha posto anche l’accento sulla grande soddisfazione del
Presidente della Repubblica Tunisina, S.E. sig. Zine El Abidine Ben Ali,
il quale ha acconsentito sin dall’inizio lo svolgimento di questo
congresso, specialmente per la Tunisia, l’unico paese arabo e africano
membro dell’Unica. Altre personalità di spicco del mondo culturale, fra
cui il realizzatore Habib Mestiri, hanno tenuto un discorso introduttivo, sempre nella lingua ufficiale del paese, l’arabo dialettale, cioè in tunisino.
Terminata la parte ufficiale, ebbe inizio la parte ricreativa allietate
con musiche e danze arabe, particolarmente apprezzata dai congressisti
gli abiti tradizionali indossati dalle donne le quali comprendono capi
cuciti e capi drappeggiati, derivanti direttamente dal mondo antico che
indicano categorie e classi sociali, particolarità regionali e
appartenenza religiosa. Non poteva mancare al termine della serata,
l’esibizione di tre stupende danzatrici del ventre che ondeggiavano i
fianchi al ritmo dei çajât.
Domenica 29 giugno 2008 Finalmente in sala per assistere alle
proiezioni degli oltre 130 film a concorso presentati da concorrenti
provenienti da ben 32 paesi. Inizia quindi il programma della
mattinata il paese organizzatore, la Tunisia, con ben cinque
filmati: “Le vide” – (9 mn) di Atef Gares, una produzione della FCTA
club di Kelibia. Già dall’inizio il realizzatore affoga gli spettatori
in un ambiente di melanconia e di tristezza con inquadrature perfette e
ritmo lento, senza aggiunta di commenti poiché ha preferito dare la
parola alle sole immagini. Una profonda ricerca delle inquadrature per
raccontare in un altro modo, con effetti statici e scene mute,
interrotte al la fine con il canto della bambina. “Sans frontière”(5
mn) di Douja Ben Khedher, una realizzazione giovanile, fresca e
coinvolgente di due bambini ed un muro che tracciano una linea in mezzo
alla loro stanza per dividere lo spazio giochi. Un tentativo di animare
l’inanimato. “Fil conducteur” (4 mn) di Karim Yaakoubini, narra la
storia di un terrorista che fabbrica una bomba. Interessante soggetto
dove si vede chiaramente il potere manipolatore del regista. Il film
ha ottenuto la medaglia di bronzo Unica 2008. “L oeuf” (8mn) di Asma
Mrabet, unica commedia molto ben riuscita narra la paranoia di un uomo
d’essere inghiottito dalla donna e da suo bambino che porta nel grembo.
Il ritmo e l’interpretazione degli attori sono molto ben curati dalla
scuola del cinema. La produzione è stata premiata con una medaglia di
argento attribuita alla scuola del cinema. “Ni croyance ni critique”
(12 mn) di Manel Zekri, quest'ultimo film, un documentario sui marabout
e tradizioni popolari in Tunisia non esprimeva un punto di vista sul
soggetto mostrato. “La Prison” (2 mn) di Zoubeir Jelassi, un film di
animazione che ci ha lasciati in sospensione e la fine è giunta in un
momento poco atteso, dove si aspettava maggior sviluppi della storia.
Andorra con un filmato “In Memoriam” (25 mn) di Fran Barrionuevo Torrado che ottenne la medaglia di bronzo Unica 2008, seguita dalla Svizzera
con ben 6 filmati. “Opened Letters” (13 mn) – Jeunesse di O’Donovan
Erline di Ginevra; che narra la storia di dieci persone che si sono
iscritte ad un’agenzia matrimoniale. Taluni in modo serio ed altri per
gioco. Ma il postino mescola le risposte e crea quindi degli incontri
imprevisti. “The desert keeps the secret” (12 mn) di Max Hänsli di
Zurigo; un film documentario che mostra le attività di tessitura e
sartoria in Iran. “La città invisibile” (9 mn) di Riccardo Bernasconi
di Mendrisio; l’utopia è tale ad una lignea all’orizzonte, più si
avvicina e più sembra lontana. “Histoire à 4 mains” (8mn) di Fred Graber di Gingins;
un approccio di un metodo di linguaggio destinato ad un persona
andicappata. Un film di grande spirito didattico mescolato con
animazioni per spiegare il metodo del linguaggio. Questo filmato ha
ottenuto la medaglia di bronzo Unica 2008. “Uncovered” (5 mn) di Vercasson Jef di Ambilly; un cortissimo del soggetto interrogativo (Adamo può contare su Eva…). Un film premiato con la medaglia di bronzo Unica 2008. “Are you going down” – Jeunesse – (3 mn) di O’Donovan Darryl di Ginevra;
una storia di un uomo ed una donna che si trovano bloccati
nell’ascensore che continua a scendere all’infinito. Il finale a
sorpresa, molto apprezzato dal pubblico, dimostra che l’idea ha
premiato. Infatti, questo film ha ottenuto la medaglia d’argento Unica 2008.
Alle 1500 è l’Argentina
che presenta 6 filmati. Segue la Germania
con 6 filmati tra questi “Dentophobia” (8 mn) di Christoph Helmer, premiato con una
medaglia d’argento per il soggetto proposto in modo creativo, vivace e
spiritoso sull’argomento della pulizia dei denti. Alle 2030 la proiezione serale per la Finlandia
che presenta 3 filmati. La prima giornata di
competizione si è svolta con parecchi disagi iniziali a causa della
tecnica di proiezione i cui formati non sono stati rispettati dagli
operatori, filmati in 16:9 proiettati in 4:3 o vice versa, ritardi
nelle proiezioni e problemi vari di diffusione suono in sala non hanno
certamente contribuito ad un buon inizio. L’interesse dei partecipanti
e degli spettatori si è affievolita nel corso della giornata per
raggiungere poche presenze nel corso della serata, complice la finale
di calcio Euro 2008 dove ha vinto la Spagna.
Lunedì 30.6.2008 Il programma della mattina continua con le proiezioni provenienti dall’Austria che presenta 4 filmati. A metà mattinata presenta 4 filmati la Corea del Sud.
Gita culturale e ricreativa: Il dopo pranzo è riservato alla gita culturale e ricreativa. Dapprima, e non poteva mancare, la visita alle rovine di Cartagine.
Dal passato leggendario resta un grandioso panorama con alcune
sorprendenti rovine sparse tra la vegetazione, le ville lussuose e gli
antichi palazzi dell’epoca del bey, non lontano dal palazzo
presidenziale. Silenzioso testimone dell’urbanistica e dell’arte punica
e del passato romano, vandalo e bizantino. La storia insegna che
Cartagine sorse non una ma due volte fra il mare e la sacra altura del
Bou Kornine. Nel 814 a.C. L’insediamento riusci a portare sotto il
proprio controllo tutto il Mediterraneo occidentale. I Romani la
rifondarono in gran parte nello stesso luogo dopo averla rasa al suolo
al termine della terza guerra punica. Rinacque cosi nel 44 a.C. come
colonia di Roma e divenne la fiorente capitale della provincia
d’Africa. Per raggiungere questo luogo storico si segue l’autostrada
che corre lungo la ferrovia della linea Tunisi – la Goulette - la
Marsa sui bordi del lago di Tunisi.
Il viaggio continua con la visita di Sidi Bou Said, il villaggio
maraboutico, cioè fondato da un santo, Abou Said. Il luogo appare
impregnato di religiosità. Il nucleo originario si trova in alto sulla
collina: è il marabout, che conserva le reliquie del santo. Gli azzurri
ed il bianco del mitico villaggio hanno conquistato e continua a
conquistare generazioni di artisti. Oggi vive qui il pittore Jellal ben
Abdallah che ha uno studio a picco sul mare. Una pausa nel rinomato
caffè des Nattes per sorseggiare il saporito tè ai pignoli e gustare i
dolci tunisini è tappa obbligatoria prima della discesa della collina.
La serata trascorre all’interno di una corte denominata “Le Château”,
dove è servita una tipica cena a base di specialità tunisine
(minestra, brick, cuscus, baklava, tè) accompagnata da esibizioni
musicali, danze folcloristiche, giocolieri, fachiri, ammaestratore di
serpenti e, per concludere la serata, la danza del ventre che ha
coinvolto molti congressisti, invitati ad esibirsi sul palco.
Martedì 1.7.2008 Il programma giornaliero si annuncia molto impegnativo, poiché le proiezioni dei filmati a concorso sono numerosi. Inizio alle ore 0900 con 5 filmati prodotti da diversi autori della Slovacchia. Tra questi un film di animazione; “The destiny of pig”, (5 mn) di Simon Matrka, un cartone animato narrante la vita di un maialino sapiente. Un cartone divertente vista la finale a sorpresa riservata al povero maialino. Film premiato con una medaglia d’argento attribuita per produzioni di scuole del cinema. Il secondo blocco è riservato alla Croazia con ben 5 filmati: “Millipede” (20 mn) di Rasim Karalic, un documentario avvincente sulla vita di boscaioli che impiegano dei buoi per portare a valle i tronchi di alberi abbattuti. Un bellissimo documentario con scene e piani degni di un documentario professionale. Questo film ha ricevuto la medaglia d’Oro Unica 2008. “St. Pero, protector of animals” (5 mn) di Ines Samardzija e Ana Blazic, un’animazione con personaggi in plastilina che racconta una storia satirica; film premiato con una medaglia di bronzo; “Remaining” (8 mn) di Mario Papic, un filmato ricordo; “The man that smashed the statue” (5 mn) di Bustina Kosir, un’animazione interessante dal profilo tecnico ma triste dal profilo della storia. Comunque questo film è stato premiato con una medaglia di bronzo. “Live a life” (7 mn) di Martin Bastijanic, un documentario su di un’artista giocoliere che mostra la sua arte sulle piazze pubbliche. E’ poi il turno della Spagna che presenta due filmati: “La chiquita piconera” (22 mn) di Miguel A. Entrenas, una bellissima storia ambientata alla fine del XVIIImo di una giovane ragazza che serviva da modella per un pittore. Questo stupendo racconto è stato premiato con una medaglia d’Oro. “Sota la pluja” (45 mn) di Auld Lang Syne, una storia di un ragazzo e di una donna non vedente. Anche questa produzione ottenne la medaglia di argento Unica 2008. Dopo la pausa di mezzo giorno trascorsa sul bordo del mare le proiezioni incominciano con il turno dell’Estonia che presenta 6 filmati. Un imprevisto nell’ordine delle proiezioni a fatto sì che il programma dell’Iran programmato nella serata sia spostato nel dopo pranzo. Infatti, le produzioni di questa nazione sono sempre molto attese dai congressisti sia per le qualità delle storie sia per le meravigliose fotografie proposte nei filmati. L’Iran, presenta quindi 6 produzioni: “at 8 PM” (12 mn) di Mostafa Emami; un’interpretazione perfetta dell’attore con delle inquadrature precisa hanno permesso di aumentare la qualità di questo film; “Boomrang” (7 mn) di Daryouh Gharibzadeh; uno stupendo racconto di un bambino che pesca, interamente girato con primissimi piani, immagini emozionanti con finale a sorpresa; questo filmato è stato premiato con una medaglia di argento. “The empty fish bowl” ,(13 mn) di Atefeh Khademoireza, ottenne la medaglia di bronzo Unica 2008; “The scarecrow” (4 mn) di Hamifreza Attarzadeh; “the window” (4 mn) di Yar Mohammadi e “toward the tree of life” (9 mn) di Mohsen Ramezanzadeh. Queste proiezioni tanto attese mi hanno deliziato gli occhi, le orecchie e mi hanno fatto vibrare il cuore. Il cinema amatoriale iraniano conferma il bene che si pensa di lui. Innanzitutto ho appreso l’esistenza di un’istituzione che raggruppa tutti i cineasti amatori del paese. Infatti, tutte le produzioni presentate sono prodotte dalla “Iranian Young Cinema Society”. Le variazioni delle storie e dei stili provano gli sforzi forniti dai cineasti amatoriali in collaborazione con questa associazione. Nella serata sono presentate le produzioni di altre due nazioni. La Bulgaria e la Francia con 6 film ognuno. Per la Francia: “Le couloir” (10 mn) di Marie Boivent & Cucile Guieu; purtroppo questo filmato non è stato presentato a causa di un difetto del nastro della cassetta. “L’echo” (6mn) di Mathieu Terrier; un film di animazione con tema sulla ricerca di se stessi; “Les oursons” (9mn) di Charles Costa; una storia emozionante di due assistenti sociali che si recano presso una donna partoriente; “Cool” (5mn) di Vincent Pili; un negoziante perde la pazienza dopo aver subito diversi furti; “Le passage” (15 mn) di Bernard Seillé, il 5 dicembre 1942 Jeanne aveva 20 anni, in questo giorno salverà 9 persone dalla morte; questi tre filmati (Les Oursons; Cool e Le passaggi) hanno ottenuto la medaglia di bronzo. “La CaNnete magique” (9 mn) di Ludovic Piette, filmato non proiettato poiché la colonna sonora era difettata, non coincideva in sincro con le immagini.
Mercoledì 2 luglio 2008 Il programma giornaliero è molto carico e prevede la proiezione di numerosi filmati. Si inizia con la Russia che presente 6 produzioni. Le proiezioni continuano con la Repubblica Ceca che presenta 5 filmati. E’ il turno dell’Italia
con tre produzioni, “Cena per due” (10 mn) di Marilena Checchi, goffa
preparazione per una cena a sorpresa; “Colombi .. si Colombo … no?” (9
mn) di Rossanna Molinati, l’annosa controversia dei colombi in Piazza
S. Marco a Venezia ma il problema sono i 18 banchetti che vendono il
grano ai turisti, un’attività troppo redditizia; “Nero su bianco” (10
mn) di Rolf Mandolesi, tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo
zampino, narra le contraddizioni tra i turisti bianchi in Africa con
gli Africani.
Per ultimare la mattinata, il Liechtenstein presenta tre produzioni, “Moments” (12 mn) di Rolf Leuenberger,
un mosaico di impressioni e avvenimenti raccolti dall’autore in
occasione dello svolgimento dell’Unica 2006; “Building Bridges” (24 mn)
di Bernhard Hausberger, un documentario sui bambini della scuola di
Hippach (A) che hanno raccolto dei fondi per una causa umanitaria a
favore dei bambini Rumeni. Questo documentario ha ottenuto la medaglia
d’oro; “Found in traslatino” (14 mn) di Rolf Leuenberger, la
videocamera segue una squadra di traduttori al lavoro e narra delle
gioie e delle difficoltà riscontrate in occasione della manifestazione
Unica 2006 in Corea del Sud.
Gli amici dell’Unica si riuniscono sul bordo della spiaggia
sotto la tenda delle feste, un’incontro sempre atteso che riunisce
tutte quelle persone che desiderano partecipare, in qualità di amici,
allo scopo dell’Unica. Sotto la guida di Fred Graber e di sua moglie,
viene servito un ricco buffet dove ognuno può condividere non solo il
cibo ma le amicizie, i commenti ed i ricordi che si apprezzano in
questa occasione. Uno scambio socio culturale con persone già
conosciute o sconosciute.
Il dopo pranzo si svolgono le proiezioni delle produzioni inglesi e polacche. Iniziamo con la Gran Bretagna:
“Heatwave” (20 mn) di Alan Atkinson, la storia di un allevatore di
maiali e inventore a tempo perso in una missione per salvare la Terra.
Una commedia comica con persone che volano e si comportano come James
Bond. Questa produzione ha ottenuto la medaglia di argento; “An amateur
Author” (21mn) di Paul & Anna Kittel, un omaggio storico del figlio
a suo padre cineamatore; “In the national Interest” (15mn) di Phil
Martin, una storia vera basata su fatti accaduti nel 1942 durante la
seconda guerra mondiale. Questa stupefacente produzione storica ottenne
la medaglia d’oro.. La Polonia presenta tre produzioni:
“Jalousie” (36 mn) di Filip Rudnick, una storia sull’ipocrisia, i
convenevoli, le sofferenze e l’amore; la produzione ottenne la medaglia
di bronzo; “Voices of War” (9mn) di Jakub Brezekowski, uno studio
breve che racconta la sorte di un giovane soldato; “The End of Summer”
(19mn) di Parolina Bielawska, la storia di un’incontro in spiaggia, il
film prodotta dalla scuola del cinema è stato premiato con una medaglia
d’oro. Nella serata sono proiettati le produzioni della Svezia e della Slovenia. Dapprima si visionano le 4 produzioni della Svezia. La Slovenia
presenta in ultima serata 4 filmati.
Giovedì 3 luglio 2008 Un giorno di intero riposo si presenta, riposo per modo di dire, poiché la mattinata è riservata ai lavori dell’assemblea generale dell’Unica. Un gran lavoro per i delegati che si riuniscono una volta l’anno per decidere sui 23 argomenti dell’ordine del giorno. L’Unica, quale organizzazione mantello delle associazioni nazionali dei produttori di film non commerciali è membro della IAC. (Institute of Amateur Cinematographers).
La seconda gita culturale propone un viaggio nell’entroterra tunisino per visitare questo grande occhio cieco del colosso di El Jem, l’antica città di Thysdrus
oggi cancellata nella steppa. Il terzo anfiteatro del mondo antico,
capace di 27'000 spettatori, sorge in questa pianura come un enigma.
Questo edificio ellittico fu innalzato tra la fine del II e l’inizio
del III secolo. Se non uguaglia il Colosseo di Roma, l’anfiteatro di El
Jem è comunque un frutto di un vero progresso tecnico di quella epoca.
I Romani avevano fatto dell’anfiteatro una straordinaria fonte di
approvvigionamento idrico raccogliendo e convogliando lungo l’edificio
l’acqua piovana consentirono loro di impiantare sui terreni circostanti
immensi oliveti. Il calore del sole raggiunge oltre i 40 gradi e la
visita si fa sempre più difficile su quei sassi roventi, ma il buon
umore e le dozzine di bottiglie di acqua minerale sono fedeli compagni
della nostra giornata.
Il viaggio sino a Kairouan, la quarta città Santa del mondo
musulmano dopo La Mecca; Medina e Gerusalemme. Questa città fu un
centro intellettuale che diffuse il proprio influsso su tutto il
Maghreb. Gli eruditi iniziati all’esegesi del Corano da una decina di
giureconsulti venuti dall’Oriente si dedicarono alla raccolta delle
parole dei grandi imam e fondarono numerose scuole craniche. Dopo aver
conosciuto diverse correnti e scismi religiosi, Kairouan aveva optato
per il malikismo. Forte delle informazioni storiche divulgate dalla
gentile guida, ci fermiamo davanti la Grande Moschea, eretta nel 670,
l’edificio religioso più antico del Nord è Africa. Purtroppo non ci è
stato permesso visitare l’interno. Pertanto ci siamo accontentati di
una visita esterna delle immense mura di cinta e con la concessione del
negoziante di tappeti della Medina di fronte, salire sulla terrazza per
“sbirciare” sul cortile interno, oggi pavimentato di marmo, della
Grande Moschea.
La tappa successiva è la visita dei Bacini Aghlabidi, celebri
bacini che figurano fra le maggiori opere idrauliche del mondo
musulmano. Uno straordinario sistema di raccolta d’acqua della città
per una capacità complessiva di 63’000 m3 destinato a soddisfare i
bisogni di centomila persone.
La cena è servita presso un albergo cinque stelle della
città, attorno alla piscina. Un ricco buffet di pietanze varie
permettono ai commensali di gustare specialità locali e di apprezzare
le diverse qualità di carne e pesci alla griglia, cucinate sul
momento. L’intrattenimento musicale proposto da un gruppo folcloristico
locale coinvolge molti ospiti nelle danze rituali tunisine. In tarda
serata, un bagno fuori programma nelle acque della piscina di due
congressisti (con i vestiti) ha chiuso in allegria questa intensa
giornata dedicata alla storia.
Sabato 5 luglio 2008 Giornata piuttosto tranquilla ma interessante. Dapprima la discussione della giuria tiene occupati i congressisti dalle ore 09.00 alle ore 13:30. Un’occasione particolare per sentire i commenti dal vivo espressi dalla giuria per quei film ritenuti meritevoli di discussione. Una lista è distribuita ed ognuno, secondo le sue esigenze personali, sceglie le produzioni che gli interessano, oppure rimane tutta la mattinata ad ascoltare. Il dopo pranzo è libero e ognuno sceglie le attività di maggior interesse, spiaggia o shopping sono le preferite.
Finalmente si giunge alla serata di gala dove le medaglie ed i
premi sono esposti al pubblico e la cerimonia della premiazione inizia
in pompa magna con discorsi ed allocuzioni da parte del presidente
dell’Unica; il sindaco di Hammamet; il delegato del IFTC (International
Council for Film, Television and Audiovisual Comunication) in occasione
del 50mo di fondazione di questa organizzazione appartenente all’UNESCO
(fondata il 28.10.1958 a Parigi).
In questa importante cerimonia sono proiettati i film realizzati dai giovani cineasti (jeunesse)
che hanno svolto un soggiorno di formazione presso il centro culturale
di Hammamet. Le due produzioni dei giovani cineasti svizzeri sono
deludenti, addirittura irriverenti nel confronto della cultura arabo
musulmana, un vero pugno nello stomaco per gli spettatori e gli
applausi sono alquanto scarsi. Lo ritengo una grave lacuna del
formatore che poteva intervenire nella produzione per guidare lo
spirito creativo dell’ideatore. Le produzioni dei giovani cineasti
tunisini sono sicuramente meritevoli di lodi per l’ottima qualità dei
temi trattati e gli applausi del pubblico ne sono la testimonianza.
La serata prosegue con la cerimonia di premiazione dei vincitori ed il passaggio della bandiera Unica al delegato della Pologna dove si svolgeranno le competizioni nel 2009. Il banchetto
e l’intrattenimento prosegue sul bordo mare, sotto la tenda delle
cerimonie, con musica, passeggiata a dorso di dromedario, balli e buon
umore. La sfilata dei cuochi che presentano “l’Agneau à la gargoulette”
con mano i vasi di terra cotta nei quali si trova la carne di agnello
in cottura rimane uno spettacolo degno del miglior ristorante francese
del cartone animato “Ratatouille”.
Ritratto della giuria: Il Presidente, Selma BACCAR (Tunisia) prima donna cineasta tunisina proveniente dalla FCTA. Ha rivestito diversi ruoli nell’ambito cinematografico, quale attrice, assistente, realizzatrice e produttrice. Ha prodotto molti corti, documentari e serie televisive nel paese e all’estero. Michael Gough (Inghilterra). Un cineasta emerito che ha iniziato a lavorare con
il Super 8 nel 1967. Le sue produzioni coprono diversi generi, compreso
i film a soggetto, l’animazione ed il documentario di viaggio. I suoi
filmati sono stati premiati in numerose manifestazioni
cinematografiche. E’ particolarmente apprezzato per le sue doti di
presa del suono, per la fotografia, per i commenti e per il montaggio.
E’ stato nominato “Master Movie Maker Fellow” da parte dell’IAC nel
2007. Jan VAN GOMPEL (Belgio). Un cineasta attivo dal 1968. Scrittore cinematografico e redattore di una rivista specializzata nel cinema. Ha realizzato 97 corto metraggi, 28 film a soggetto; 38 documentari e 31 film d’animazione. Dal 1977 è membro regolare della giuria nei maggiori concorsi cinematografici che si svolgono in Belgio, Olanda; Germania e Austria. Hassan DEZVAREH (Iran), nato nel 1947, ha svolto i suoi studi presso l’Istituto di Comunicazione e Media Art in Germania. Ha lavorato quale giornalista per riviste d’arte ed insegnante in un collegio in Germania prima di iniziare i suoi studi di cinema a Los Angeles. Attualmente insegna cinema e fotografia giornalistica presso l’Università delle Arti visive di Teheran. Pawel Leski (Polonia). Diplomato în studi giornalistici presso l’università di Varsavia e Parigi, ha seguito dei corsi di teatro. Ha interpretato molti ruoli in spettacoli teatrali e in produzioni cinematografiche e mini serie americane e polacchi. Ha realizzato decine di documentari per la TV Polacca ed è giurato in diversi festival del cinema amatoriale. FranBengt Andersson (Svezia) è produttore e realizzatore di documentari. Ha studiato psicologia e sociologia presso l’Università di Göteborg, in seguito ha seguito una formazione di studio presso l’Università svedese per il cinema e la televisione. Kees Tervoort (Paesi Bassi), 1949, ha realizzato diversi film a soggetto, ma preferisci i lunghi metraggi. Ha partecipato a numerosi festival dove gli sono stati assegnati molti premi.