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Convento,
Bigorio,
22 novembre 2008

Autore del diario:
Mario Maccanelli,
VAM

Partenza
La temperatura e il clima meteorologico che accoglievano sabato mattina alle ore 9:15 sul piazzale del posteggio di Origlio i venticinque partecipanti iscritti al secondo Forum della regione 4 (Ticino ovverosia Sonnenstube!) era tutto salvo calorosamente latino e limpidamente meridionale. Qualcuno, ansioso, al posto delle ultime istruzioni d’uso video consultava il manuale delle giovani marmotte, capitolo: catene per la neve.

In cambio, i rapporti tra le persone, molte delle quali si incontravano per la prima volta erano subito particolarmente naturali e calorose: niente formalità, nemmeno il controllo d’entrata del sgtm Jean Fasola che anche lui, qualche volta doveva chiedere: “scusa, com’è già il tuo nome?”.

Assolutamente azzeccato il luogo del forum: il convento di Santa Maria del Bigorio, sopra Tesserete a quasi 800 metri di quota con una vista straordinaria su laghi, pianure, colline e anche montagne.

Mattinata
Il motto  del forum “crescere insieme “, il tema principale della giornata “come togliere il superfluo per dare ritmo al nostro  filmato” e i relatori, vecchie volpi come Paulo Lehner, Gianni Mengoni e lo stesso animatore Rolf Leuenbergere erano allettanti e promettenti.
Difatti, così è stato.

Superfluo
Per iniziare alcuni filmati proposti dapprima nella versione integrale, poi dopo la riduzione di alcune scene di parecchi minuti: giudizio unanime, meno è di più. Anche la testimonianza, proposta da Rolf, di un regista che ha ridotto un filmato da 37 minuti a versioni di 25, 20, 15 e 10 minuti ed è rimasto soddisfatto, ha contribuito a convincere i partecipanti a tagliare. Stessa procedura per un filmato didattico, dove la parte introduttiva (spiegazione di una malattia e della sua cura) serve solo in una versione destinata a medici o personale infermieristico.

La parola del giurato
Incontro con un professionista del cinema per rubargli un po’ il mestier: inutile! Non l’incontro, ma il tentativo di rubare. Paolo Lehner, operatore della TV sin dalle prime ore, quando lo studio era la rimessa del tram di Lugano, regista e produttore di numerosi lavori particolarmente impegnativi nel settore del documentario di natura e ora da poco amatore a tutti gli effetti e alle presse con MacIntosh e programmi di montaggio, non ha segreti per gli amici¨, non occorre rubare. Dà spontaneamente tutto ciò che sa. Ed è molto. Il suo filmato “Una domenica nel tempio dei desideri (MediaMarkt) piace e convince per la naturalezza del racconto. Non ci si accorge di problemi tecnici. E dove ci sono – fermoimmagine – è lo stesso Lehner che dice: “Fermoimmagine: è un compromesso.: deve avere un senso nel racconto video. Ad esempio nel video una persona scatta una foto: immagine ferma della foto. Oppure diverse scene iniziano (o terminano) con un’immagine ferma.

Da memorizzare:
Un video è buono quando lo si vorrebbe vedere una seconda volta e quando non ci si accorge della tecnica. Lavorare in gruppo è un guadagno per tutti, sia nella fase di progettazione  - copione, stile, contenuto, tema  – sia nella fase realizzativa – ripresa, montaggio. Per allenarsi a comunicare con la sola successione di immagini: provare a realizzare un film muto! Drammaturgia. Cercare la sorpresa, la conclusione inattesa. Esempio: Spot Migros. La volpe si avvicina alla fattoria ….nel pollaio le galline starnazzano … la volpe continua … va in cucina … apre una borsa e mangia: Migros optigal!

Pranzo
Rimpianto dei tempi in cui al tavolo della mensa si trovavano i frati…in silenzio. Ma anche la conversazione vuole la sua parte e l’ha avuta.

Primo pomeriggio
“Non di solo video vive l’uomo”: anche cultura e storia vogliano la loro parte. In poco più di mezz’ora una guida competente riassume la storia di un convento francescano, il primo sorto in Ticino e magari anche il primo della Svizzera che ha saputo cogliere i segni dei tempi, aprendosi ai laici incluse le donne (ma quante telefonate anonime e di protesta a Fra Roberto, artista, direttore e animatore infaticabile  del Bigorio).

E tra un crocifisso e l’altro, una cella e l’altra e domande incuriosite una battuta: “perchè non fare un video? Finora cè solo qualche spezzone della TV, prevalentemente relativo all’incendio del 1987. Solo una battuta?

Secondo pomeriggio
Cenni utili per chi si dimentica di consultare i siti internet davvero importanti:
www.swissmovie.org  &  www.videoautori.ch

e poi il piatto forte: consulenza video per i partecipanti. 
Sei i film sottoposti ai commenti comunque collegiali e utili:

Schäferfest auf der Gemmi - 8 min. di Tiziano Klein
L’abbraccio - 13 min. di Giorgio Maggini
All’ombra della palma - 11 min. di Jean Fasola
Giardino dei ghiacciai - 9 min. di Alberto Fumagalli
Due ragazze e un diario - 8 min. di Nikita Merlini

Due le situazioni da ricordare perché possono presentarsi spesso anche ad altri videoamatori: Visualizzazione del tempo che passa e impiego di interviste/commenti.

Tempo che passa
In un filmato – realizzazione di una scultura in vetro - le singole fasi di lavorazione si effettuano sull’arco di più giorni. Come visualizzare il tempo che trascorre tra l’una e l’altra? Sfumatura sul nero (o un altro colore!). Intervallo con l’artista che legge un catalogo, va a passeggio con il cane, si reca al lavoro, si presenta con altri vestiti, nel locale c’è un orologio, un calendario, un’agenda.

Intervista
Un altro filmato sottoposto a consulenza è imperniato su due interviste. Ecco le considerazioni generiche che emergono: Se si sceglie l’ intervista gli argomenti toccati dall’intervistato andrebbero mostrati. Se incautamente afferma “di questo e quello non parlo”: tagliare. Non lasciare la faccia dell’intervistato sullo schermo per tutta l’intervista. Non ripetere con il commento quanto già detto dall’intervistato. Spesso l’intervistato non è un professionista della comunicazione audio: si può quindi lasciarlo iniziare fintanto che si capisce di che cosa parla, sfumare e poi continuare le informazioni nella forma del commento.

Conclusione
Bello che erano presenti tutti i club: Crescere insieme! . Peccato che anche in questa occasione ha ragione Trilussa. 12 membri di un club e 2 di un altro: la media è, come voluto, di 7 membri per club.
Rallegrante l’impegno delle giovani leve:
il film ficiton “Due ragazze e un diario” di un sedicenne raccoglie consensi e suggerimenti.    Il futuro è garantito!